Tutte le regolazioni da fare per rendere la tua stufa a pellet più silenziosa
« Nove volte su dieci non è la stufa “difettosa”: sono vibrazioni, aria e manutenzione che si sommano e diventano rumore », afferma Luca Bernardi, tecnico manutentore certificato in impianti a biomassa, incontrato a Milano a gennaio 2026. Nelle case del Nord Italia, dove l’installazione di stufe a pellet è cresciuta negli ultimi anni con il caro-energia, la richiesta più frequente ai centri assistenza è sempre la stessa: rendere l’apparecchio più silenzioso senza perdere calore.
Il rumore nasce quasi sempre da tre punti: aria, coclea e scarico fumi
Il ronzio continuo arriva spesso dal ventilatore che spinge l’aria calda in ambiente. A potenze elevate, alcuni modelli superano facilmente i 40 decibel a un metro di distanza, una soglia percepita come fastidiosa soprattutto di sera, in salotto.
Il secondo indiziato è la coclea, la vite senza fine che alimenta il braciere. Quando è sporca, disallineata o usurata, può produrre ticchettii regolari o scricchiolii metallici che si propagano nel rivestimento.
Infine c’è il sistema di evacuazione fumi. Un tiraggio non ottimale, curve troppo strette o giunti che vibrano trasformano un normale “soffio” in un sibilo, a volte intermittente.
«Il punto è che molti cercano una soluzione unica, ma il rumore è quasi sempre la somma di micro-cause», precisa Martina Riva, ingegnera energetica e consulente per l’efficienza domestica. «Si parte dalle regolazioni, poi si passa alla meccanica, e solo dopo si valuta l’impianto fumi».
Regolazioni pratiche: meno vibrazioni, meno giri, stessi gradi
La prima regolazione è spesso la più banale: verificare la stabilità. Una stufa appoggiata su un pavimento non perfettamente in piano amplifica le vibrazioni come una cassa armonica, soprattutto su parquet flottante o piastrelle con vuoti.
Un intervento rapido consiste nel controllare e serrare viti e fissaggi del mantello, dei pannelli laterali e delle griglie. Dopo mesi di dilatazioni termiche, alcune staffe possono allentarsi e creare un ronzio “di lamiera” che sembra provenire dal motore.
Molti modelli recenti consentono di intervenire sui parametri di ventilazione. Ridurre di uno o due step la velocità del ventilatore in modalità “comfort” può abbassare sensibilmente il rumore, con una perdita di resa spesso minima in ambienti ben isolati.
«In un appartamento di 70 metri quadri ben coibentato, abbassare la ventilazione può significare 2 o 3 decibel in meno senza cambiare la temperatura percepita», indica Paolo Conti, responsabile tecnico di un centro assistenza in provincia di Brescia. Conti ricorda però che l’impostazione va fatta con criterio: se si esagera, aumenta la temperatura interna dell’apparecchio e si rischia di stressare componenti e guarnizioni.
Altro punto sensibile è la calibrazione del carico pellet e dell’aria comburente. Se la stufa “scoppietta” o fa rumori secchi, può essere un eccesso di pellet rispetto all’aria, o viceversa. Le regolazioni variano da marca a marca, e nei modelli con sonda fumi una taratura errata può generare correzioni continue e rumorose.
Manutenzione mirata: pulire dove fa rumore, non solo dove si vede
La pulizia quotidiana del braciere non basta a garantire silenzio. La polvere fine e i residui possono accumularsi nella zona del motore aria e lungo i passaggi interni, alterando l’equilibratura della ventola e creando vibrazioni.
Una manutenzione regolare del gruppo ventilazione, con aspirazione e controllo delle palette, riduce il ronzio “a elica”. Anche la coclea va ispezionata: pellet sbriciolato e segatura possono aumentare l’attrito e produrre cigolii.
«Spesso troviamo coclee piene di fines, la polvere del pellet, soprattutto quando si usano sacchi economici», confida Giulia Ferri, installatrice e formatrice per reti di assistenza. Ferri aggiunge un dato operativo: nei casi seguiti dal suo team nel 2025, circa il 30% delle chiamate per “rumore anomalo” si è risolto con pulizia profonda e serraggio, senza sostituire pezzi.
Quando il rumore è un raschio metallico, entra in gioco l’usura. La lubrificazione, dove prevista dal produttore, o la sostituzione di boccole e supporti può eliminare lo stridio. Intervenire “a sentimento” però è rischioso: alcuni componenti non vanno ingrassati, perché attirano polvere e peggiorano la situazione.
Un capitolo a parte riguarda i giunti e i punti di contatto con la casa. L’applicazione di giunti fonoassorbenti o guarnizioni specifiche tra stufa e rivestimenti, e in alcuni casi sotto la base, può ridurre la trasmissione delle vibrazioni alla muratura. È un rimedio citato anche dai produttori, ma va adattato al peso e alla temperatura delle superfici.
Quando serve il tecnico: diagnosi su fumi, tarature e pezzi usurati
Se il rumore persiste dopo regolazioni e manutenzione ordinaria, entra in scena la diagnosi professionale. Un tecnico misura tiraggio e combustione, controlla tenute e verifica che l’installazione rispetti le distanze e le pendenze previste.
Lo scarico fumi, in particolare, è un moltiplicatore di rumore quando è progettato male o quando presenta giochi. Una staffa lenta o un tratto di tubo non correttamente ancorato può vibrare con il passaggio dei fumi, e il sibilo aumenta nei giorni ventosi o con forte depressione.
«Senza strumenti, molte tarature sono tentativi: con analizzatore e letture in tempo reale si evita di inseguire il rumore al buio», sottolinea Andrea De Santis, ispettore per la sicurezza degli impianti termici in un ente locale del Piemonte. De Santis ricorda che, dopo gli inverni 2022-2023 segnati dal rincaro del gas, si è visto un boom di installazioni rapide e talvolta approssimative, con conseguenti richieste di correzione negli anni successivi.
La contro-voce arriva da alcune associazioni di consumatori, che segnalano costi di intervento variabili. Un’uscita tecnica con taratura e controllo fumi può andare, in molte città, da 120 a 220 euro, e la sostituzione di un motore o di una coclea incide di più.
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Bernardi, il manutentore, invita però a non rimandare: «Un rumore nuovo è spesso un segnale. Sistemarlo presto evita che una vibrazione consumi un supporto e trasformi una regolazione da mezz’ora in una riparazione». In un mercato dove le stufe a pellet restano una scelta diffusa nel 2026, la silenziosità passa quindi da un equilibrio concreto: impostazioni corrette, pulizia mirata, e impianto fumi fatto a regola d’arte.
A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista
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